Direttiva Case Green – Quanti mal di testa

Direttiva Case Green

Direttiva Case Green, quanti mal di testa mi fate venire.

14 Marzo 2023, il Parlamento Europeo ha approvato la “Direttiva Case Green”.

Quindi è già legge e nessuno potrà più vendere o locare la propria abitazione se non sarà pronto per tempo? 
 
Signori niente panico. 
 
Ho già avuto diversi episodi nel corso di questi giorni, tra chiamate e appuntamenti, dove clienti si sono improvvisati esperti in materia, o letteralmente in paranoia, solo perchè il “cugino mimmo”, il parroco o l’amico pensionato hanno “compreso la situazione”.
 
Detta tra noi.. queste persone mi hanno un pò stancato.
 
Ho fatto, quindi, per te delle ricerche e in questo articolo voglio appunto fare un sunto della situazione attuale (Aprile 2023) con l’intento di far chiarezza una volta per tutte.
 
Prima di tutto se è la prima volta che visiti il mio blog e avrai piacere a leggere anche altri dei miei pensieri in campo immobiliare potrai notare che ho un modo molto personale di esporre i fatti in questo ambito.
 

Quindi, la direttiva  a cosa riguarda? A che punto siamo?

Partiamo immediatamente con il precisare qual è lo scopo della direttiva case green, ossia quello di arrivare ad ottenere entro il 2050 un patrimonio immobiliare sul territorio europeo ad emissioni 0 anidride carbonica.

Obiettivo di per sé ambizioso per la quale l’Unione Europea è già all’opera da diversi anni con la direttiva 2010/31/UE dove si è deciso di prenderla a mano e mettere in piedi una revisione di tale legge ponendo nuovi obiettivi.
 
Ad oggi quindi a che punto siamo?
Il 14 Marzo 2023 è stato approvato il mandato negoziale che tradotto in termini molto poveri è l’equivalente di:
 
“Bene signori siamo tutti d’accordo che la situazione è abbastanza critica e deve migliorare. Dobbiamo essere sempre meno dipendenti energeticamente dagli altri stati, soprattutto da quelli al di fuori dell’Unione stessa. Quindi mettiamoci all’opera e variamo un programma con obiettivi per arrivare entro il 2050 ad essere -energeticamente liberi-“
 
Quindi non esiste, oltre alla direttiva del 2010, un’altra legge e vi saranno altri passaggi che la Direttiva Case Green dovrà affrontare, come ad esempio la fase dei negoziati tra le istituzioni europee e i vari stati membri, fino ad arrivare a ottenere testo definitivo. 
 

Dal mio punto di vista, non appena la legge verrà assorbita da ogni singolo paese, verranno sicuramente erogati sostanziosi pacchetti economici da parte dell’Unione Europea per far sì che venga resa attuabile. 

Starà alle istituzioni l’arduo compito di amministrarli in modo intelligente affinché vada tutto per il meglio. 

Il 110% dovrebbe aver fatto scuola su ciò che non è da fare…. o No?

Cosa è previsto nella Direttiva Case Green?

In sostanza:

  • nuovi edifici pubblici: zero emissioni entro il 2026;
  • edifici residenziali in ristrutturazione: dovranno dotarsi di tecnologie solari entro il 2032;
  • edifici non residenziali e pubblici: classe E/F entro il 2027 e D dal 2030;
  • edifici residenziali: classe E entro il 2030 e D entro il 2033;
  • nuovi edifici: emissioni zero e dotazione di tecnologie solari dal 2028.

 

Quali Edifici Sono Esonerati Dalla Direttiva Case Green?

Sono esonerati dal nuovo obbligo di ristrutturazione alcune tipologie di immobili, come: 

  • abitazioni unifamiliari di superficie inferiore a 50 metri quadri;
  • seconde case utilizzate meno di quattro mesi l’anno;
  • edifici ricadenti nei centri storici;
  • edifici vincolati dai Beni Culturali;
  • chiese e gli altri edifici di culto;
  • edifici di proprietà delle Forze armate o del Governo centrale e destinati a scopi di difesa nazionale.

Non sono soggetti all’obbligo di riqualificazione circa 4 milioni di edifici in Italia.

Gli Stati membri possono poi prevedere delle deroghe per le seguenti categorie:

  • edifici adibiti a luogo di culto e svolgimento di attività religiose;
  • fabbricati temporanei con utilizzo non superiore a 2 anni;
  • siti industriali, officine, depositi, edifici di servizio non residenziali a bassissimo fabbisogno energetico e di riscaldamento o raffrescamento;
  • stazioni di approvvigionamento infrastrutturale;
  • edifici agricoli non residenziali utilizzati in settori disciplinato da accordi nazionali di settore sulla prestazione energetica;
  • edifici residenziali utilizzati meno di 4 mesi l’anno oppure con un consumo energetico  inferiore al 25% di quello presunto annuo;
  • fabbricati indipendenti con superficie calpestabile totale entro i 50 metri quadri.

 

Saranno previste sanzioni?

Probabile. Secondo la direttiva attualmente non sono previste sanzioni in caso di mancata ristrutturazione degli immobili. I governi avranno, tuttavia, la possibilità di prevedere se applicarle.

 

In conclusione

Questa è la fotografia della situazione ad oggi che sicuramente cambierà visti i negoziati in arrivo. Ti riporto il link dell’ufficio stampa del Parlamento Europeo.
 
 
Se stai valutando di vendere/comprare casa, prima di procedere cerca di fare un’analisi razionale prima di prendere determinate decisioni. 
 
La soluzione migliore è sempre quella di confrontarti con un professionista che possa, in base alle tue possibilità, indicarti la strada giusta da seguire.
 
Se qualcosa non è chiaro e hai bisogno di ulteriori chiarimenti, o semplicemente hai bisogno di un confronto, scrivimi pure nei commenti qui sotto
 
Un abbraccio
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Mattia D'onofrio

Mattia D'onofrio è un agente immobiliare abilitato operante nell'area di Modena e Bologna. Diplomato come Geometra e abilitato a libera professione, per una serie di coincidenze ha intrapreso questo percorso professionale. Si occupa di intermediazione immobiliare e promozione pubblicitaria sempre rivolta al campo immobiliare.

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